ERA MIO PADRE

La morte ha chiuso la cartella con un tonfo, ed è uscita dalla stanza.
Mio padre s'è alzato e l'ha seguita, tirandosi dietro i mille filamenti delle flebo, dei drenaggi, dei ricordi. I pensieri si sono srotolati d'un colpo, fuggendo in mille direzioni, come le vene.
Noi, fuori dalla porta, eravamo una fila di fantasmi, nella luce radiografica della vita. Pulsavamo a vuoto, ma questo bastava: non potevamo comunicare più col suo ostinato silenzio.
L'ho chiamato in tutti i modi che conoscevo, continuo ancora a farlo: mi rassegnerei persino a credere all'anima, all'eterno, al persistente, se mi facesse un solo cenno.
Ma mi batte nel petto la risposta dei mortali: no-no-no-no-no-no.


ERA MIO PADREultima modifica: 2004-12-13T01:13:29+01:00da manginobrioches
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37 pensieri su “ERA MIO PADRE

  1. No,No,No,No, è l’unica risposta che riusciamo ad articolare quando mente cuore e anima si annebbiano di fronte alla fine, quella vera e definitiva. Non serve niente, non basta niente, non c’è nulla che si possa fare o dire di fronte alla nera signora padrona della nostre vite. Intanto tutto continua, tutto va avanti uguale, e si impara a convivere con quelle assenze, con quel dolore che mai niente cancellerà e il no diventerà ancora più forte per quella quotidianità inevitabie e pressante che continuerà nonostante tutto.

  2. Passo per caso e resto colpita dalle prime parole che hai scritto….era mio padre….lui è ancora tuo padre dentro di te, ora più che mai, un’eredità incancellabile di ricordi che torneranno alla ribalta ad ogni occasione e a volte ti strapperanno un sorriso altre una lacrima. Lui c’è ancora, ha solo cambiato forma, ne sono certa, potrebbe essere vicino al mio e a molti altri che l’hanno preceduto. Credo nell’immortali tà dell’anima e nella vera vita, quella che valica i confini della nostra realtà fatta di ore e cose inutili. Vorrei trasmetterti questa certezza, ma ognuno di noi ci arriva per strade diverse. Un abbraccio, non trovo mai le parole giuste nei momenti più difficili e solenni, ma anche se per te sono una sconosciuta, in questo momento ti sono vicina. Vanessa

  3. Il tuo post, trovato in home, mi colpisce profondamente, per due ordini di motivi: penso al tuo dolore, a quanto sia immenso e frustrante, io lo conosco!!!, il dolore per la perdita, già annunciata dalla tragedia della malattia, da quel che mi è dato di capire, penso a quello dei miei figli, destinati a subire il medesimo duplice dramma, per la maledetta malattia del loro papà. A te un consapevole, affettuoso, materno abbraccio. Non aggiungo altro. Tutto suonerebbe falso e retorico. Ilia

  4. questa è la vita che sfugge di mano..è la parte oscura..impossi bile da translare in qcosa di tangibile..fa male il tuo post..bisogna stare forti..anche se in momenti come qsto nn percepiamo nessun muscolo di noi..tranne il cuore sofferente..un abbraccio caldo

  5. non ho parole in piu’ da aggiungere,hai scritto talmente bene che sembra di vedere la scena davanti,capisco il tuo dolore,l’ho provato anche io ,forte,e nel mio blog in un momento di disperazione c’e’ un post dedicato a mio padre,lo rivorrei fosse solo x un attimo,per dargli un abbraccio forte e stringermelo nel cuore ancora,ma non si puo’…..non si puo’……..or a leggo queste tue parole ,accetta questo mio abbraccio,ti scaldi l’anima anche se per una manciata di secondi….Rosa nna

  6. Mio padre è morto sei anni fa.Entrato vivo in ospedale ne è uscito morto,nel giro di poche ore.Io non l’ho visto,non gli ho parlato,non c’ero quando è andato via,nessuno di noi c’era.Un dolore mi tormenta da quel giorno e so che non mi lascerà mai.Non sapere cosa ha detto,non aver visto il suoi occhi aperti per l’ultima volta,non aver stretto la sua mano per fargli sentire che c’ero.Non me l’hanno permesso,i medici se lo sono preso e ce l’hanno portato via senza più rendercelo.
    So come ti senti e come ti sentirai per i prossimi cento anni.
    Perchè lui sarà sempre vivo dentro di te e gli parlerai ogni giorno ed ogni giorno cercherai la sua voce,foss’anch e per uno dei suoi rimproveri,e solo il silenzio ti ricorderà che non c’è più.Mi dispiace,davver o molto.R.

  7. Accade vent’anni fa e avvenne all’improvviso . Non ero pronto (ma si è mai pronti?) e avevo ancora molti conti in sospeso, con lui. Conti che ho dovuto provare a chiudere da solo, senza riuscirci. A distanza di tanti anni, il ricordo è ancora un colpo di cartavetra sul cuore. Ed è da allora che non riesco a impedirmi di pensare che, alla fine, ciò che davvero non perdoniamo alla morte è di portarci via non chi amiamo, ma chi, in qualche modo, ci ha amato. Un abbraccio tenero, Brio’: sappi che ti voglio bene.

  8. anche il dolore di quando si è pugnalati alle spalle dall’ultima persona da cui te l’aspetteresti è un dolore muto e soffocato, il pugnale è proprio lì, in mezzo ai polmoni, a frantumarne il mantice. e il dolore si condensa sempre, come vapore, in una domanda che è richiesta di compromesso, siamo pronti a tutto pur di cancellare l’origine del nostro dolore, persino siamo pronti a credere all’anima. ma quando si ha un pugnale nelle spalle non c’è modo di urlare nè domande nè preghiere nè bestemmie. si soffre e si muore.

  9. Non ci sono parole in questi casi, niente da aggiungere. Le parole sono tutte tue, come il dolore. Certe cose non s’immaginano mai, si provano e basta, ti colpiscono a tradimento come il più infame degli assassini. Non posso non starti vicina con il mio più vivo cordoglio

    Di Matola Giancarmine

  10. Io non so come i figli, in genere, amino il loro padre. Io so d’averne respirato il fiato. In me egli non è morto. Lo sento durare e parlarmi ancora attraverso la mia povera voce, ridestarsi di schianto in fondo al mio petto, gemere, patire in me. Nei giorni in cui sono più serio e triste, io mi riconosco la sua faccia. E mi sembra, vorrei credere, che finché io sono al mondo ci debba essere speranza per entrambi. (V. Cardarelli) g.

  11. la morte mia cara… è quel tuo bussare continuamente. La morte, mia cara è nessuna risposta. Solo la tua morte darà risposta a tutte le domande forse perchè finiremo per sempre di farcene. Se esiste un paradiso, son sicura che esiste solo il paradiso dei cani, non ci sono domande… soltanto risposte, appesa alle finestre come i lumini di Natale.

  12. Che dire? solo che conosco questa specie di dolore, una delle peggiori, io l’ho perso che avevo 24 anni e un po’ di quell’evento entra in tutte le mie descrizioni tristi, in tutte le mie piccole morti più o meno fittizie, in tanti sogni dove mio padre continua a vivere… ciao M.

  13. m’incammino,di sera
    per le vie silenziose del paese
    con la segreta speranza
    di vederti,improvv iso,svoltare l’angolo
    guardarci negli occhi
    e vivere un momento insieme
    padre.
    (quando mi fu tutto,il dolore lo vissi così.desiderio indicibile,gian ni)

  14. Cio’ che hai descritto e’ cio’ che i miei familiari non mi permisero di vivere.Lo vidi uscire di casa .Dopo ricordo solo l’ immenso vuoto senza spiegazioni che mi ritrovai a palpare per capirne il perche’.Avevo 11 anni e forse sarebbe stato meglio sapere cosa successe dopo che usci’ di casa per andare in ospedale pittosto che ritrovarmi di botto orfana.Lui comunque c’e’ ,cosi’ come c’e’ il tuo ,in ogni traccia di te.Un abbraccio.

  15. nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma; e in questi casi il saggio lavoisier aveva ragione, e non solo riguardo alla materia, ma anche riguardo alla presenza spirituale. Ovvio che queste parole non basteranno a spegnere la domanda che continua a pulsare nella tua testa; resta per noi vivi l’affanno e il dolore del ricordo che batte caldo. buonanotte, antonio.

  16. Nelle tue parole si materializza il dolore sordo di tanti, e di tanti altri la paura, l’angoscia cupa del giorno che verrà.
    Non siamo mai abbastanza grandi per perdere i nostri fili e quando ciò accade, con gran frastuono o nella quiete del silenzio, ci nascondiamo sotto il letto, il cuscino sulla testa, un gran freddo tutt’intorno, soli.
    A volte davvero le parole non possono bastare.
    Sai che ti siamo vicini, con il cuore.

  17. non so nemmeno perchè ho digitato quelle parole nella barra di virgilio ma mi ha portato qui.. mio padre è morto da 4 giorni e nelle tue parole ho trovato tutto quello che ho provato e che non riesco ad esprimere. E’ brutto come questo dolore sia comune a molti..
    ti abbraccio.

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