IMMORTALI

piramide in sosta, o città in volo


Dioniso in forma di lupo corre per la città di notte. Niente può sorprenderlo, nemmeno la piramide che galleggia ben alta sopra le guglie, i pinnacoli, le creste della città, dove la ribellione sussurra piano, con gli occhi rossi, soverchiata dal rumore d'ingranaggi, pulegge, dinamo gigantesche del sistema.
Dalla piramide s'affaccia Horus di  Hierakonopolis, dio dei cieli, con la testa di falco e il corpo di terracotta e creta eterna.
Dioniso ulula, la folla – cyborg, mutanti, umani dal metabolismo accelerato, alieni in forma umana, alieni in forma aliena, uomini con dentiere, polmoni d'acciaio portatili, protesi cerebrali in vetro opalino – non ci fa caso.

Lo spirito di Nikopol s'accende: è un ologramma di labile durata, un fuoco fatuo arancio, invita alla resistenza. Le guardie armate lo neutralizzano in un battito di ciglia o di byte.
Dioniso e Horus lo guardano benevoli, poi si fanno convenevoli da dei.
"Cosa cerchi?" ulula Dioniso, il bel pelo argento come una fiamma a fusione fredda.
"Una donna, è ovvio" replica Horus con voce profonda, il becco di rapace appena dischiuso.
"Anche io" risponde Dioniso, fessure gialle negli occhi da lupo.

"La mia piange lacrime blu cobalto – dice ancora Horus -, non è certa della sua immagine allo specchio, ha ricordi confusi, come se fosse eterna e nata tre mesi fa".
"Come noi" ulula ancora Dioniso, e la risata di lupo rimbomba nel tunnel della soprelevata. Horus ride come gli dei, o i falchi.
La notte con la lingua nera lecca la città, la succhia come un'immensa caramella avvelenata.
"La mia è sul bordo di un'isola – riprende, rauco, il lupo – quasi pietrificata dal sale e dall'abbandono. Teme d'aver imparato la lezione: s'è fidata di un uomo. Ora preferisce credere alla morte piuttosto che a se stessa".
L'ululato sale avvitandosi nel cielo, i piccoli falchi richiamati dall'odore del sangue amoreggiano con le colombe, le straziano con delicatezza.

"Andiamo a prendere le nostre donne" fa Horus, e si lancia a capofitto dalla piramide, allargando le braccia in ali, sostenuto dal potere dell'aria che arde invisibile contro il suo vasto petto.

Gli dei dicono qualcosa, in un solo suono.

Le parole di falco, le sillabe grigie dalla gola del lupo si perdono nell'aria e nei cerchi concentrici del buio: "Loro sì, che sono immortali".






IMMORTALIultima modifica: 2004-11-30T22:25:42+01:00da manginobrioches
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11 pensieri su “IMMORTALI

  1. Vero Pan-demonio, con il lubrico e avvinazzato caprone delle foreste che sub specie lupis fa un figurone, e Olimpo e Valle dei templi non sono in fondo così lontani, un tiro di schioppo per un fantasy che, conbfesso, non è il mion genere… ciao! buona serata

  2. Brio’, sarà lo spleen di questi giorni, ma i tuoi immortali a me hanno fatto tornare in mente Walt Disney e Schopenhauer. Su un Topolino di tanti anni fa lessi una bella storia con Zio Paperone diventato immortale grazie a un magico elisir. Il vecchio papero, una volta consapevole della nuova condizione, “ne combina di ogni” per riuscire a trovare l’antidoto che lo riporti alla sua condizione di comune (si fa per dire) mortale. A dire che il limite dell’immortali tà è nell’immortali tà stessa e che desiderarla (eccolo, il vecchio Schopi!) non è altro che desiderare la perpetuazione in eterno di un grande errore. E poi dicono che Topolino è un fumetto per bambini… J’espére tout le mieux pour la recherche du …nouveau addresse que tu veux donner a ta vie et je t’embrasse doucement. Bisou

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