LA COPPA DI SANGUE

l'autunno brucia?

"Bevi": le parole vorticavano veloci, scarlatte e gialle nel nero della notte.

"Bevi" dicevano in coro le voci.
Carmosina accostò le labbra alla coppa.
S'era addormentata, quella sera, con la testa piena di grilli. Come se qualcosa la chiamasse, con un richiamo non del tutto umano,  o forse per niente. Qualcosa che era nascosto bene, ma che lei annusava nell'aria screziata, sui bordi taglienti delle foglie che morivano in volo, lanciandosi rosse nell'aria piena di sospiri.

Aveva cercato tutto il giorno: nella dispensa, nel sottoscala, nell'orto – tra le zucche che spandevano viticci, le erbe aromatiche il cui odore rabbioso striava la sera, le cipolle dolci che profumavano di fiori violetti. Aveva cercato in soffitta, sotto il letto – tra bioccoli di polvere e sogno – tra i castagni che mormoravano carichi di spine e di frutti.
Qualcosa la chiamava, lontano e vicino, e lei non sapeva cosa.
Scese in cantina, dove il vino nuovo bussava alla botte con l'impazienza dell'onda: forse era lui – si disse speranzosa – , ma il vino non sembrò riconoscerla, e continuò a battere sul legno, per uscire e dilagare nel mondo nuovo, come ogni autunno.
Cercò tra le castagne, che erano lucide e impassibili, e la respinsero perché aspettavano il loro tipo di sacrificio: il fuoco, o la vampa del vapore.
Cercò tra i filari dell'uva: era come immergersi in un mare blu profondo, dove vagavano pesci e correnti, e il succo maturava in fretta, zuccherino e salato.
Nel recinto, il porco ingrassava, nutrendo il sangue spesso che sarebbe finito nei pasticci, speziato di pepe e cannella, rotto dai lampi delle mandorle.
Quando s'addormentò, tutto quell'autunno le rimescolò le vene. Sognò.
Le altre stavano in cerchio, sulla cima del monte: la statua del Redentore era lontana, prigioniera delle nuvole, e solo la luce della luna tagliava nitida i profili delle cose. Tutto gemeva: le ossa dure della terra, le radici, l'erba perenne, il rame delle foglie che si propagava come un male da un capo all'altro del bosco. Le voci, però, erano calde e trionfanti.
"Bevi" le dicevano, e lei guardò in basso e vide la coppa tra le mani.
Capì che il richiamo veniva da lì, che si sarebbe ricongiunta a qualcosa, qualcosa che vibrava nell'aria e nella terra. Nel rame, nelle mandorle, nel legno.
"Bevi" le dicevano, ed erano impazienti.
"Bevi" diceva lei stessa, perché era stanca di aspettare, di sentirsi sempre mezza.
"Bevi".
Guardò la coppa, il bordo di ceramica brillava come una luna.
"Bevi".
Guardò dentro la coppa, e vide la notte, la terra, le spine, le foglie. Vide se stessa che guardava e diceva: "Bevi".
Bevve.

LA COPPA DI SANGUEultima modifica: 2004-11-10T01:01:12+01:00da manginobrioches
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8 pensieri su “LA COPPA DI SANGUE

  1. Non avevo mai sentito di “manginobrioch es” sino a questo momento. In effetti è notevole la capacità di narrare, con parole semplici e frasi scorrevoli, fatti e sensazioni che difficilmente possono essere espressi in modo tanto chiaro.
    Si respira, forse, una tensione quasi “metafisica” nel post “la Morte va ai funerale”, l’ineluttabili tà degli eventi che, però, fa percepire al suo interno una sorta di eterno divenire. Carino anche “Il vigliacco contemporaneo” così come “La sedia per morire” dove Carmosina rispolvera il “lato oscuro” del nostro sè, ma senza ipocrisie, nè viltà.
    Sicuramente un blog da leggere e, perchè no, da meditare.
    Alessandro

  2. Le voci “scarlatte, gialle, calde, trionfanti, corali, lontane e vicine, impazienti, forse disumani…” in realtà erano/sono/sara nno solo una voce: la sua stessa voce. E il sangue è quello suo. Cara briochina, non ti resta che festeggiare San Martino, perché si sa, solo il massimo vino novello fa ottimo sangue rinnovato, mentre il minimo vino tagliato è solo un vinello che annacqua il sangue. Certo, la mattina dopo non sentirebbe più le “voci” ma un forte mal di testa. Sarà sufficiente un caffè amaro con limone spremuto…

  3. Wow, sympathique blog, grand merci pour les astuces, et je suis 100% d’accord. Bref voilà tout est dit, votre travail est très bon, il me faut maintenant parcourir le reste de votre site ! PS : C’est mon tout premier commentaire ici et je reviendrai avec plaisir sur ce site !

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