LE MUTANDE DI SPIDERMAN

Prendiamo quella scena, quando Spiderman sbaglia candeggio e stinge il costumino rossoblù, che gli macchia tutto il bucato, mutande comprese. Quella scena è esemplare.
Perché ci dice un sacco di cose:
1) che Spiderman porta le mutande: educatissimi boxer bianchi, in perfetto accordo con tutta la fisionomia da seminarista del Nostro;
2) che Spiderman si lava da solo la biancheria;
3) che Spiderman è sfigato pure in lavatrice.

Ecco, la sfiga di Spiderman è qualcosa di realmente soprannaturale, il potere più grande del povero ragazzo, con quello sguardo mogio e quella perfetta, attonita passività che ci verrebbe voglia di alzarci e urlargli: eddài, mettiti il costumino e spaccagli il muso, a quelli. E lui invece no, lì in uno strabuzzato silenzio a farsi umiliare da padroni di casa, pizzaioli, tassisti, direttori di giornali.
A saldare da solo tutti i prezzi del suo potere, della sua missione: proteggere padroni di casa, pizzaioli, tassisti, direttori di giornali.
Spiderman è un vinto, e lo stato delle sue mutande lo dimostra. Sarà per questo che mi piace, come mi piacciono l'Inter, i pacifisti, le minoranze linguistiche, i biscotti all'anice e Paperino? Sì, sarà per questo.

Comunque, il fardello della purezza a tutti i costi è pesantissimo, come la vicenda mutande & candeggio dimostra, e come dimostrano tutte le "missioni di pace" & candeggio a suon di bombe che i purissimi americani esportano in tutto il mondo.
Dunque. il corollario che ne emerge è agghiacciante: temete i vostri eroi, perché non sono umani. La loro necessaria purezza li esclude dalle cose umane. La loro indispensabile purezza li rende, in qualche modo, spietati.
Guardatevi dai vostri eroi, perché per proteggervi vi passeranno addosso, disconosceranno quanto di più sacro esiste: l'amore, la famiglia, il corretto candeggio.
Sicché, Spiderman non ha altra strada: deve rinunciare ai suoi poteri, alla sua missione. Solo così avrà l'amore, l'amicizia, la possibilità di scrollare le spalle, infischiarsene, magari dare un pugno in faccia al tassista maleducato, al pizzaiolo isterico. E, naturalmente, le sue mutande ci guadagneranno.

Ovviamente non finirà così: Hollywood ha le sue leggi della termodinamica, e ci mancherebbe altro, tra sponsor sequel e marketing, che non fosse così.
Quindi, niente da fare.
Ce lo fanno solo vedere, l'eroe esitante e rinunciatario, ci fanno vedere le sue mutande screziate, ci fanno indignare e parteggiare (c'è una magistrale scena in cui un intero autobus di pendolari si schiera a difesa del povero supereroe esausto: "Per prenderlo – dicono al cattivo di turno – dovrai passare su di me", "E su di me", "E su di me…": la folla corpuscolare e anonima si compatta in alveare, nemmeno fossero esplose un paio di torri e nevicassero macerie e solidarietà sul Ground Zero), ma poi niente.
I superpoteri non si toccano, la missione non si diserta.
Ma c'è la mogliettina a casa, finalmente. Le mutande, almeno, d'ora in poi saranno affar suo.

LE MUTANDE DI SPIDERMANultima modifica: 2004-10-12T23:36:53+02:00da manginobrioches
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18 pensieri su “LE MUTANDE DI SPIDERMAN

  1. La tua intelligenza penetra gli umani, troppo umani eventi che fanno della nostra vita una semplice vita, con serafica spietatezza da inquisitore; la tua dirompente scrittura preme sulle nostre tempie e ci costringe a svegliarci dal sonno dogmatico in cui eravamo sprofondati. (un buongiorno ammirato dal tuo colonnello. A proposito, la didascalia dov’è finita?)

  2. Sarà per questo che hanno scelto un attore tanto insignificante. Indubbiamente è più facile identificarsi con uno Spiderman sfigato quanto Paperino (Gastone, go home), a cui viene da dire ‘Evvai! Sei tutti noi!’ Però Briò, ti confesso che il demoniaco Batman/Michael Keaton, eroe tormentato e solitario, m’è rimasto nel cuore più della biancheria rosé del nostro. (cara mia, certo che conosciamo persone alquanto disdicevoli. Se riesce a fargli venire un accidente, sei la benvenuta. La macumba incombe: fammi sapere se soccombe. )

  3. dimenticavo Briò questo post ha il gusto dolce delle monellerie dette e fatte a fil di voce, quelle che ridendo ti fanno riflettere e a lungo. Anche solo sul candeggio sbagliato, sorrido pensando al verde pistacchio dell’ultima mia lavatrice sbagliata, mica solo gli eroi sbagliano a mescolar color!!!-))))

  4. Brio’ adorata, non ho visto l’Uomo Ragno (ma non l’avevano ucciso, forse quelli della mala, forse la pubblicità?) nè so se lo vedrò, ché purtroppo non sono intelligente a sufficienza per guardare film come ‘sto qui. Epperò rintraccio la purezza adamantina del tuo genio, nel corto circuito tra la condanna del nostro al suo destino da supereroe, una condanna definitiva e iimpossibile da cambiare, e la mutanda, destinata dalla semantica (e ancor più dalla decenza) a essere cambiata almeno tutti i giorni. Fai impressione! Ah, a proposito di consonanze: Inter? Inter. E magari per la stessa ragione: non è una squadra, è una condizione dello spirito… A molto prima di presto

  5. spulciando il tuo blog, mi sono accort che molti post mancano, è come aver toccato con mano un’assenza non prevista. Smarrire con impegno a volte fa bene al cuore, non pensi e credi di essere più libera. Buona passeggiata fra le parole che aiutano a ritrovarla quela strada della vita e buona giornata

  6. Non concordo con l’egregia spiccia. L’attore (che non è insignificante ma recita la parte dell’insignifi cante) ricalca la figura del supereroe più sui generis della storia del fumetto. Egli è uomo sfigato che diventa e sottolineo “diventa” un eroe. A differenza di altri eroi, che nella maggior parte dei casi nascono già con superpoteri e che per dissimularli recitano la parte degli sfigati, vedi Superman). Allora ne consegue che l’uomo ragno è decisamente umano, rappresenta le nostre potenzialità. Gli altri eroi invece fingono d’essere umani ma ci precludono ogni potenzialità, sono alieni. viva l’uomo ragno. ecco.

  7. Mi leggete distrattamente o sono io che non mi spiego… quella era una pagina scritta da una Ale ventenne, che si rammaricava che fossimo stati spazzati via, grazie anche al terrorismo… noi abbiamo lasciato noi stessi, che come dici tu ci riconosciamo e ci vogliamo bene ovunque siamo. Un bacio, Ale

  8. Ebben si anche i supereori portano le mutande. L’uomo ragno ha un fascino del tutto particolare, perchè a differenza di tutti gli altri resta sempre una persona normale, uno qualunque che deve portare le mutande in lavanderia. Ce lo vedresti Superman o Batman?
    Di poi si potrebbe dire che quasi quasi questo secondo episodio era migliore persino del primo, o no?
    Marcello

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