IN CORSIA – 4

C’è un’ora in cui l’alba è una fessura di luce che spacca la notte. Lontana, sottile come il fulmine, incerta. Allora alle finestre, ai balconi, agli immensi vasistis delle scale per ciclopi dell’ospedale c’è sempre qualcuno affacciato, il viso rivolto a oriente. Le camicie da notte spiegazzate si agitano appena alla brezza, dal braccio fasciato spuntano cannule come gioielli barbarici, … Continua a leggere

IN CORSIA – 3

Nella stanza fluttua una luce contraddittoria. Dalla porta spalancata entra il neon acido del corridoio, il cui bagliore sporca di bava gialla le superfici metalliche. Dalla finestra la notte si agita, trafitta da fari, stelle cadenti, lampare erranti, lumi di casolari che vegliano dall’altra sponda, incendi arrampicati sulle colline. La donna è distesa sul letto, imprigionata da mille fili: alcuni … Continua a leggere

LA REPUBBLICA DELLE BANDANE

Prima il lifting, poi il trapianto dei capelli. Quindi una piccola liposuzione, appena una tiratina alle cosce e un ritocchino alle maniglie di Venere. E dopo, non vogliamo provvedere a quel naso rotondo, con la “patata” tanto simpatica sì, ma così poco telegenica? Senza contare che quei dispettosi dei vignettisti poi esagerano sempre, e lo fanno col naso di Mastro … Continua a leggere

IN CORSIA – 2

Al letto numero uno ci sono madre e figlia. La figlia è seduta sulla sedia scomoda, guarda la vecchia distesa respirare piano nel vapore crespo del Luminal e dei capelli. Attorno, la notte vasta e frusciante della città d’agosto si posa su ali nere, come un enorme pipistrello in attesa. La corsia è percorsa da sussurri, aliti, correnti incrociate che … Continua a leggere

OSPEDALE

L’ospedale potrebbe essere l’ospedale civile di Bombay. Coi muri scrostati, i camminamenti di cicche, gli androni bassi dove passano le barelle, saltellando sulle commessure del linoleum. L’odore è di sputo e di canfora, di vecchio sudore tagliato da strie d’alcol crudo. D’altronde, l’odore d’agosto sull’intera città – una città meridionale affacciata all’incrocio di due terre e due mari – è … Continua a leggere

MIA MADRE

Mia madre, mezza dentro e mezza fuori dalla malattia. Quella fuori oscilla, appesa ai sottilissimi fili dello scirocco, spalanca occhi chiaroveggenti che sanno già ogni cosa, conosce i pensieri di tutti quelli che entrano nella stanza. Quella dentro conta il tempo con la goccia della flebo, amministra piccolissimi egoismi, nutre rancori infantili, attese, illusioni. Quella fuori guarda lo Stretto dove … Continua a leggere

IL MIO COMPLEANNO

Oggi è il mio compleanno. A mezzanotte, sotto una luna gonfia e trasparente, ho ricevuto una punta di freccia di bronzo, del IV secolo avanti Cristo, greca. E’ incastonata in poco oro grezzo, e appesa a un laccio di cuoio nero che odora di concia. Mi piace pensare che siamo frecce, e risaliamo il tempo sibilando, e manchiamo il bersaglio. … Continua a leggere

I LIBRI, I DESIDERI

1) Un bosco, appuntito e colore del rame, in attesa del primo tocco della neve. Uomini e donne che camminano in cerchio, ciascuno mormorando qualcosa, seguendo un filo invisibile che li porta – si vede dallo sguardo pieno d’altrove – in altri mondi. Sono “uomini-libro” – o “uomini-liberi”? – ciascuno custode di un libro che è stato bruciato. Perché in … Continua a leggere

DI COSA HO PAURA

Di cosa ho paura: – la solitudiine – gli scarafaggi – l’indifferenza – l’odio di cui sono capace – l’amore di cui sono capace – il silenzio – la gente troppo furba – le cose che finiscono – la sera che arriva tremolando – un passo nel corridoio quando in casa non c’è nessuno – le epidemie – il passato … Continua a leggere