08/09/2004

IN CORSIA - 6


A volte il mondo entra in corsia.
Arriva col vento, che porta l'audio di un tiggì, un moderato cantabile, una voce tesa che copre appena un tumulto d'esplosioni. Arriva coi giornali, con le infermiere che chiacchierano in corridoio, alle tre del pomeriggio, mentre la canicola cuoce le pareti di vetrocemento e onde di calore nero s'alzano dal tetto coperto di catrame.

Arriva una marcia nuziale: un matrimonio in un'isola coperta di gardenie ibernate, con gentildonne cariche di gioielli che fanno rumore di lampadario, muovendosi trai banchi della chiesa. Lui ha la faccia d'una bambina e può decidere le sorti di migliaia di uomini in un solo Fiat. Lei ha la treccia bionda e un antenato protagonista dei Promessi sposi.
I bravi sorvegliano, fuori dal portone, mentre i turisti s'accalcano sui parapetti per vedere qualcosa: uova d'uccelli del paradiso, gnomi, minotauri incatenati che portano lettighe, riso a diciotto carati, fontane di champagne, guarigione dei lebbrosi. E ancora presidenti del Consiglio a cui ricrescono i capelli, elicotteri di platino, cravatte in pelle umana.
Le infermiere sorridono.

Ora la musica cambia, è come un lamento lontanissimo. Un funerale di quattrocento bambini. Sono le stesse vittime che seguono il corteo: nudi, coperti di sangue, soprattutto sbalorditi. In due giorni, tutto quello che avevano raccontato loro del mondo s'è scoperto falso.
L'ultima cosa che ricordano è lo stupore col quale hanno accolto la Morte che li prendeva per mano. Lei era gentile.
Le infermiere adesso sono corrucciate, persino loro che salutano la Morte tutte le mattine, o la scopano via da sotto il letto, coi resti dei cerotti, s'impressionano.

Poi la finestra sbatte, i giornali si chiudono: il mondo continua la sua corsa confusa e veloce, rotolando lontano.
La corsia è di nuovo immobile, immersa in se stessa.

Commenti

Bello! Ma ti prego basta ospedali...

Scritto da : null | 13/09/2004

Rinnoviamo l’invito a partecipare al convegno del 31 ottobre: “Dalla stanza delle chiacchiere alla vita reale: Il popolo di Internet ad Assisi”. Il tema che è andato definendosi è quello riguardante internet come nuova frontiera per la comunicazione e la cultura (arte, letteratura ecc.). Ti invitiamo, se sei interessato ad inviare, entro il termine massimo del 20 ottobre la scheda di adesione che troverai qui: http://www.spaz iodi.it/silvia/i scr_assisi.asp ed eventuale titolo dell’intervento , con una breve descrizione del contenuto. Stiamo preparando l’elenco degli interventi che sarà pubblicato sul blog di butterfly3000 che potranno consistere anche in poesie, racconti e proprie esperienze maturate in questo mondo.
Un caro saluto sofia e butterfly

Scritto da : sofia3000 | 10/09/2004

Ciao fragrante briochina, sono venuto a chiederti un favore: non è che c'è un posto-letto libero nel reparto psichiatrico dell'ospedale? Nel mio blog c'è un/a anonimo/a che ha bisogno di una cura intensiva a causa di un attacco schizoparanoide da commento ripetitivo. Il soggetto anonimo/a ha dei frequenti incubi: sogna di essere uno scarafaggio che tenta inutilmente e disperatamente di uscire da un barattolo di vetro...Un altro suo incubo è che pensa di essere su un aereo che vuole dirottare per non andare AFFANCULO!!! Scusami briochina se approfitto della tua bontà. Ti saluto mordendoti e assaporandoti.. .SMACK!!!

Scritto da : mariocandido | 11/09/2004

non sono brava con le parole, e forse neanche con i gesti, a pensarci bene. comunque pendo dalle tue. ti abbraccio forte. ciao

Scritto da : la_portinaia | 11/09/2004

Piccoli capolavori crescono: minuscole, minime gemme fatte di parole da incastonare nel cuore della nostra memoria di lettori. Un altro intenso e indimenticabile capitolo di quello che si va manifestando - ormai non puoi più nasconderlo né a noi che ti leggiamo né a te stessa - come un romanzo del dolore. Che potenza! E che tagliente leggerezza... (il colonnello che ti ammira e che ti manda una carezza)

Scritto da : null | 08/09/2004

Attenta!! a volte i corridoi d'ospedali s'infilano nelle televisioni, se ti ci perdi poi non sai più dove ti trovi e non ti rendi conto dove sta la verità e dove la menzogna. Tienilo lontano quel tubo di luce che non è quello del paradiso. La verità è sempre più vicina di quanto si pensi, anche in una corsia d'ospedale...

Scritto da : null | 09/09/2004

Frammenti di mondo ad attraversare come soffio di vento quei corridoi bianchi e lucidi. Il vento dalle varie forme e colori e voci. Un vento che si ode come sibilo acuto e tagliente attraverso le tue parole, e la corsia diventa vita, di dolore di pianto o di gioia, perchè in quelle corsie a volte un sorriso può stemprare un dolore.

Scritto da : halya@v | 11/09/2004

ho antologizzato in corsia 5. complimenti. ___g___

Scritto da : null | 11/09/2004

...quando anche l'ultimo soldato ebbe fatto scorta di lei, in quel freddo carnale, si sentì ancora bella... ---- ---- msg: ho una proposta "decente" da farti. g.petta@liceoma joranais.it

Scritto da : null | 11/09/2004

Le corsie d'ospedale tengono fuori il mondo perché all'interno c'è già abbastanza dolore, ma non sempre riescono a tenere lontano altro dolore, nè la vanità sulla quale spesso è costruita la nostra esistenza...Ti abbraccio, meravigliosa Brioche.

Scritto da : setteparole | 12/09/2004

la paralisi finale è uno schiaffo al divenire, alla vita e alla morte delle cose, quasi come se il divenire stesso, là fuori dall'ospedale, sia un fuoco fatuo, pura apparenza. non cedere brioches a queste visioni, che sono come sempre ben scritte, ma venefiche, per te. questa è invasione bella e buona, lo so. cartellino giallo per il guitto.

Scritto da : kresh.ilguitto | 13/09/2004

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